Glossario

Afghanistan (rapporto Amnesty International 2010): nel suo indice di sviluppo umano l’ONU ha posto l’Afghanistan al secondo posto tra i 182 paesi più poveri al mondo. Il paese detiene il secondo più alto tasso di mortalità materna del mondo. Soltanto il 22% degli afgani ha accesso all’acqua potabile. Secondo dati forniti dall’Unhcr, durante l’anno 2009, complessivamente 368.786 rifugiati sono rientrati in Afghanistan dall’Iran e dal Pakistan. In diversi casi, i terreni e le proprietà di coloro che sono tornati erano stati occupati dalle milizie locali alleate con il governo.
Apolide: una persona che non è considerata come cittadino da nessuno Stato. Essere apolidi significa spesso vivere come “fantasmi”, senza alcun documento di identificazione né, di conseguenza, diritti.
Carta di Roma: protocollo sul trattamento delle informazioni concernenti i rifugiati. Propone tra l’altro di “tutelare i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti che scelgono di parlare con i giornalisti, adottando quelle accortezze in merito all’identità ed all’immagine che non consentano l’identificazione della persona, onde evitare di esporla a ritorsioni contro la stessa e i familiari, tanto da parte di autorità del paese di origine, che di entità non statali o di organizzazioni criminali.”
“Clandestino”: termine improprio con cui si indica colui che è entrato in maniera irregolare in un altro paese. Spesso persone in fuga da guerre e persecuzioni sono costrette a recarsi in altri paesi senza documenti di soggiorno validi.

Migrante/immigrato: colui che sceglie di lasciare il proprio paese per stabilirsi in un altro Stato.  Quando il motivo della fuga è una persecuzione, il migrante si configura come rifugiato.

Muhajir (plurale muhajirin): condizione di milioni di afghani che, a meta’ tra rifugiati e migranti, vivono in condizioni precarie a causa del conflitto trentennale che affligge il loro paese.

Overstayer: condizione di chi, entrato in un paese estero in maniera regolare, decide di trattenersi oltre la durata consentita dal visto. La maggior parte degli stranieri che risiedono illegalmente in Unione Europea sono overstayers.

Profugo: termine generico che indica chi è costretto ad abbandonare il proprio paese a causa di guerre, persecuzioni o catastrofi naturali.

Richiedente asilo: l’asylum-seeker è una persona che ha presentato domanda di protezione internazionale ed è in attesa della decisione sul riconoscimento dello status di rifugiato.

Rifugiato / Status di rifugiato: secondo la convenzione di Ginevra del 1951 il rifugiato è colui che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un particolare gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal paese di cui è cittadino o in cui ha residenza abituale e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione del suo paese di origine.”

Lo status di rifugiato è la condizione giuridica riconosciuta a chi soddisfa i criteri enunciati nella convenzione di Ginevra del 1951.

L’attribuzione dello status non ha valore costitutivo, ma dichiarativo: un individuo infatti non diventa un rifugiato nel momento in cui viene riconosciuto come tale, al contrario gli viene riconosciuto lo status proprio perché è un rifugiato .

Riserva geografica: dispositivo che limita gli effetti della convenzione di Ginevra del 1951 ai soli cittadini europei, adottato dalla Turchia e pochi altri paesi (Congo, Monaco e Madagascar).

Dei rifugiati non europei in Turchia possono ottenere solo un asilo temporaneo in attesa di essere reinsediati in paesi terzi dall’ UNHCR  (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).

Tratta di persone / Traffico di persone: la tratta di esserı umani è definita come il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza di una o più persone, usando mezzi illeciti ai fini dello sfruttamento. Il fenomeno è a tutti gli effetti una forma di schiavitù moderna.

İl traffico di esseri umani e’ il reato che consiste nell’aiutare dietro compenso una persona a entrare o a soggiornare illegalmente in un altro Paese. In questo caso il trafficante svolge una funzione assimilabile a quella di un agente di viaggio che assicura l’arrivo nel posto pattuito, disinteressandosi completamente del futuro della persona trasportata.

Tra traffico e tratta esistono differenze significative, anche se nel linguaggio comune spesso si tende a confondere. Tuttavia, occorre precisare che i confini sono labili e che di frequente episodi di traffico divengono in itinere casi di tratta.

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