Pillole

Turchia
  • “Tutti noi odiavamo gli occupanti russi, ma li rispettavamo. Hanno costruito palazzine che sono ancora li’ dopo trent’anni di guerra. Andavano al mercato di Kabul come noi e compravano il pane e il formaggio. I soldati della Nato piuttosto morirebbero di fame”.
  • “Hai la faccia stanca, hai fatto il turno di notte?”. Un lungo sospiro, il mozzicone lanciato lontano: “Il turno in panetteria non c’entra niente. La mia faccia e’ stanca da trent’anni di guerra e di fuga, come le facce di tutti gli afghani del mondo”.
  • “Sei contento di poter finalmente partire per il Canada, di mettere fine alla tua fuga?” Senza neanche alzare lo sguardo: “Noi siamo muhajirin, la nostra fuga non finisce mai”.
  • “Sono un muhajir, non un povero!” Risposta del vecchio Abdal Halek al mercante di Gaziantep che gli chiedeva come facesse un profugo ad indossare vesti tanto ricercate.
  • “Portala con te in Europa. Almeno lei ce l’avra’ fatta.” Muhammad, 25 anni di cui 14 passati in fuga, mentre mette nel palmo della mia mano la catenina che portava al collo.
  • Naqeeb riversa sul mio taccuino antichi versi pasthun . “Quando sarai in Italia trova un pashtun, un vero pashtun come me, e fatteli tradurre. Piangerete insieme.”

Grecia

  • “Dio decise che noi afghani non meritavamo un posto sulla terra, questo lo sanno tutti. Secondo me però non ci vuole neanche nell’aldila’”. Dopo 5 anni di tentavi, Latifi ha rinunciato ad entrare in Europa, facendo perdere le proprie tracce. Ha 16 anni.
  • Dopo otto anni passati a Salonicco, Selim ha visto molti muhajirin ripartire volontariamente per l’Afghanistan. “Ma allora”, dico io ” non erano veri rifugiati, non scappavano da guerra e persecuzioni”. “Certo”, risponde, “tornano a morire a casa”.
  • “Selim, non avevo mai conosciuto un turco che parla in pashtu”. “Turco? Forse. Non ricordo dove sono nato. Perchè tu lo ricordi?” Nell’ambiente dei rifugiati la nazionalità è un tema delicatissimo. Spesso decide l’esito di una domanda di asilo.

Italia

  • “Nel Giorno del Giudizio Munar e Nakir diranno alle nostre anime: “tu sei degna del paradiso, tu meriti l’inferno”. Io sarò contento comunque, basta che non mi rimandino in Grecia!” In 6 anni passati in Europa Amir è già stato rispedito 9 o 10 volte in Grecia, ormai ha perso il conto.
  • “Se hai molti soldi hai molti cugini!” A soli 13 anni Morteza, in viaggio verso la Norvegia da solo, ha già imparato la lezione.

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